domenica 13 maggio 2018

Loriano Macchiavelli - Uno sterminio di stelle


Titolo originale: Uno sterminio di stelle - 2017

"Bologna non è più la stessa, la gente non sorride più." È da qualche tempo, precisamente dall'anno del terremoto in Emilia, che Sarti Antonio, sergente, va ripetendo con tristezza questa frase. A dargli ragione ancora una volta arrivano i fatti. Si sta occupando della scomparsa di Nanni Rolandina, una bella ragazza di anni diciannove e occhi turchini, quando viene chiamato d'urgenza dal cantiere del nuovo stadio del Bologna che sorgerà nella località archeologica di Villanova, dove Rosas ha fatto una scoperta interessante. Dagli scavi - per la gioia del capocantiere e dell'impresa costruttrice che dovranno sospendere i lavori - sono emerse, una dopo l'altra, tredici mummie di epoca etrusca, perfettamente conservate. Alcuni particolari risultano subito inquietanti. Intanto i corpi superano i due metri di altezza, hanno il cranio enorme e dodici di loro hanno i femori spezzati come se fossero stati sottoposti a un antico rito funebre. Ai piedi di una delle mummie c'è un omphalos, una pietra con l'incisione di un demone che impugna una mazza. Il mattino dopo Sarti Antonio è convocato di nuovo al cantiere per una macabra novità: nella notte i cadaveri sono diventati quattordici. Accanto alle mummie c'è il corpo dell'architetto Bonanno, progettista dello stadio e direttore dei lavori. Anche lui ha i femori spezzati. E anche ai suoi piedi c'è una pietra ricoperta di segni enigmatici. Chi odiava così tanto l'architetto da inscenare una cerimonia ancestrale? E Rolandina, la ragazza che ha fatto perdere le sue tracce, ha qualcosa a che fare con il mistero? In soccorso di Sarti giungono il talpone Rosas e le sue conoscenze archeologiche. I due avranno modo di rifletterci, come al solito, davanti a un buon caffè sotto i portici, ma per l'occasione proseguiranno le ricerche anche di fronte a un bel cestino di tigelle e crescentine sull'Appennino. È qui, attorno all'antico centro oracolare di Montovolo, che affondano le radici il mistero del demone etrusco e quello, ancora più intricato, di una portantina che viene da un passato di stragi e delitti. Dopo cinque anni di assenza, Uno sterminio di stelle segna il grande ritorno di Sarti Antonio, il personaggio più longevo e amato di Loriano Macchiavelli, alle prese con un caso nuovo e al tempo stesso antichissimo. (www.ibs.it)

Non avevo ancora mai letto nulla di Macchiavelli, nonostante un paio di amiche lo adorino e me ne abbiano parlato bene. Forse non è nemmeno furbo partire dall'ultimo libro uscito, ma questo lo avevo preso in occasione di un incontro che si è tenuto proprio nel mio paese (tant'è che ho la copia autografata!) e cadeva a fagiolo per la monthly motif challenge di aprile (anche se l'ho finito ampiamente a maggio...).
Dunque. Il personaggio di Sarti Antonio, sergente, non mi ha fatto nè caldo nè freddo. Il suo problema esistenziale è bere dei caffè che non facciano schifo (e mi pare strano che a Bologna non ne riesca a trovare). Anche come investigatore, mah, se non ci fossero Rosas, Salvatrice e Felice Cantoni temo che alla fine di questo libro non ci arriverebbe.
La storia mi interessava molto, principalmente perchè è ambientata dove vivo io, ed era intrigante. Lo svolgimento invece mi lascia un po' perplessa. La sensazione è che lo scrittore abbia voluto creare questo incrocio tra gli scavi, la mafia, la ragazza scomparsa e i guerrieri etruschi, ma che questo incrocio non sia perfettamente ingranato.
Anche lo stile di scrittura mi ha lasciato molto perplessa. Il narratore non è un personaggio, è una specie di "entità" che sembra essere lì ma non è lì. Non so, forse è lo stile dello scrittore, ma mi è sembrato un po' strano.
Alcuni punti, soprattutto quelli di spiegazione storica, sono un po' pesanti. Non sono da romanzo, sembrano da libro di scuola. Le pagine dedicate al passato e alla vita delle mummie ritrovate sono poche, mi pare tre o quattro capitoletti. Ad alcuni personaggi, tipo Settepaltò, vengono dedicate diverse pagine ma in realtà non aggiungono nulla alla storia, anzi, distraggono. Alcuni avvenimenti mi sembrano un po' messi lì cercando di creare un "pathos" che non arriva.
Non so, nel complesso il libro si legge abbastanza bene, ma non è così scorrevole come speravo ed ha diversi punti deboli. La soluzione del caso alla fine arriva, anche se è un po' tirata per le lunghe. Mi aspettavo sicuramente di più, sono rimasta un po' delusa. Aveva tanti elementi che lo potevano rendere veramente accattivante, ma non è quello il risultato a mio parere.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

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